Collaudi

PHOTORED F17D
verifica periodica dell’apparecchiatura da parte del costruttore.

Con riguardo alle attività di verifica o taratura delle apparecchiature per la rilevazione automatica delle infrazioni semaforiche o alla velocità dei veicoli vi è stato sempre una certa confusione tra utilizzatori, automobilisti contravvenzionati, avvocati, associazioni di difesa dei consumatori, Giudici di Pace, ecc..

E’ stata fatta una gran confusione tra “misuratori della velocità dei veicoli” e “documentatori di infrazioni a semaforo rosso”.

Per i misuratori della velocità dei veicoli si richiedeva la taratura in base alla L. 273 del 1991 e per un certo tempo tale verifica periodica è stata effettivamente eseguita da istituti accreditati dal SIT (Sistema Italiano di Taratura), abilitati alle verifiche previste dalla detta legge.
In questi ultimi anni, con numerose sentenze della Cassazione tra cui ultimamente con sentenza n. 1743/2013 è stato stabilito che tale incombenza non può assolutamente riguardare i misuratori della velocità dei veicoli. In questo stesso senso cfr. Cass. ord. n. 12924/11; Cass. sent. n. 9846/2010; Cass. sent. 12664/2010.

Afferma la Cassazione: “Le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate e utilizzate per la rilevazione del superamento dei limiti di velocità non devono essere sottoposte ai controlli della L. 273 del 1991 in quanto non rientrano nella previsione di tale normativa che attiene alla materia della c.d. metrologica, ossia a materia diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed appartiene alla competenza di autorità amministrative diverse da quelle legittimate alla rilevazione delle infrazioni al codice della strada”.

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Diversa è la questione per le apparecchiature di documentazione del passaggio a semaforo rosso. In tutte le omologazioni rilasciate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (compresa l’omologazione riferita al Photored F17D n° 47017 del 11.05.2009) all’art. 4 –  si legge: “Le Amministrazioni che utilizzano documentatori fotografici di infrazioni al semaforo rosso in maniera automatica sono tenute ad eseguire una validazione del sistema nelle  specifiche condizioni di installazione ed impiego ed a fare eseguire verifiche ed eventuali tarature dell’apparecchiatura, con cadenza almeno annuale, a supporto della corretta
funzionalità dei dispositivi stessi. La documentazione corrispondente dovrà essere tenuta agli atti per almeno cinque anni”.

Allo stato attuale, in assenza di norme comunitarie vincolanti in materia, valgono le norme nazionali, stabilite in Italia dall’art. 45 del Nuovo Codice della Strada (D.L.vo 30 aprile 1992 n. 285), dagli artt. 192 e 345 del Regolamento di Esecuzione e di Attuazione del Nuovo Codice della Strada (D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495), e dal D.M. 29 ottobre 1997.

In particolare l’art. 45 c. 6 del Codice afferma:- “Nel regolamento sono precisati i segnali, i dispositivi, le apparecchiature e gli altri mezzi tecnici di controllo e regolazione del traffico, nonchè quelli atti all’accertamento e al rilevamento automatico delle violazioni alle norme di circolazione, ed i materiali che per la loro fabbricazione e diffusione, sono soggetti all’approvazione od omologazione da parte del Ministero dei Lavori Pubblici (ora Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), previo accertamento delle caratteristiche geometriche, fotometriche, funzionali, di idoneità e di quanto altro necessario. Nello stesso regolamento sono precisate altresì le modalità di omologazione e di approvazione”.

A tale riguardo l’art. 192 del Regolamento contiene le procedure generali per le omologazioni e le approvazioni di prototipo, e al c. 8 recita: “Il fabbricante assume la responsabilità del prodotto commercializzato sulla conformità al prototipo depositato e si impegna a far effettuare i controlli di conformità che sono disposti dall’Ispettorato generale per circolazione e la sicurezza stradale (ora Direzione Generale per la Motorizzazione)”.

In attuazione delle norme richiamate, il Dipartimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Generale per la Motorizzazione – in riferimento agli accertamenti da eseguire sui prototipi, si avvale dell’esame e del parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, massimo organo consultivo dello Stato, di cui fanno parte riconosciuti esperti del settore e docenti universitari di chiara fama.

A tale riguardo sono previsti appositi controlli di conformità che, per i costruttori che operano in regime di qualità secondo le norme ISO 9001 e seguenti, si intendono soddisfatti dalla permanenza della certificazione di qualità dell’azienda.

Per gli apparecchi destinati ad operare in modalità automatica, senza l’ausilio degli operatori, a tutela degli utenti sono state invece previste verifiche periodiche, con cadenza non superiore ad un anno, da parte dello stesso costruttore, che risulta a ciò abilitato dalla certificazione di qualità secondo le norme ISO 9001 e seguenti.

A conferma di quanto sopra – il Ministero dell’Interno – Dipartimento per la Pubblica Sicurezza – nella circolare “Istruzioni operative per le attività di prevenzione del fenomeno infortunistico stradale mediante il controllo dei limiti di velocità”, al capo 3 CONTROLLO DEGLI STRUMENTI così recita: “Gli apparecchi utilizzati in modalità automatica, cioè senza la presenza ed il diretto controllo dell’operatore di polizia stradale, secondo quanto previsto dai provvedimenti di approvazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono sottoposti ad una verifica metrologica periodica – ameno annuale – tendente a valutare la corretta funzionalità dei meccanismi di rilevazione.

Ed ancora “La verifica, in entrambi i casi, può essere effettuata a cura del costruttore dell’apparecchio che risulti a ciò abilitato dalla certificazione di qualità secondo le norme ISO 9001 e seguenti …”.

La Corte di Cassazione Civile Sez. II, con sentenza n. 558 de 11/01/2008, ha rigettato il ricorso in quanto “ le amministrazioni comunali hanno anche l’obbligo di rispettare le, dettate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, necessarie a garantire l’esatto funzionamento; ed, in particolare quelle, contenute nell’art. 2 del decreto ministeriale 1130/04 (precedente decreto Photored – ndr), relative alla sistemazione dell’apparecchiatura ed alle modalità e tempi delle rilevazioni fotografiche ritenute nella specie violate …”.

IL SERVIZIO DI VERIFICA – prescritto all’art. 4 nell’omologazione ministeriale del Photored F17D n° 47017 del 11.05.2009 – non si limita al controllo una volta all’anno della funzionalità dell’apparecchiatura ma, a seguito di “allerta” ricevuti a mezzo web tramite connessione internet, i Photored vengono immediatamente ricontrollati ai fini della loro perfetta e costante funzionalità.